mercoledì 3 ottobre 2018

Non piacerà ai puristi dello sport, non sarà bello per l'immagine della F1, ma c'è poco da girarci attorno. Quando in ballo c'è un campionato del mondo, anzi due considerando anche quello costruttori, fare i moralisti è poco produttivo per chi punta al massimo risultato. E anche poco sensato. Lewis Hamilton doveva portare a casa 25 punti, questa era la missione della Mercedes. E così è stato. Il primo a non gradire una vittoria regalata dal bravo Valtteri Bottas è stato lo stesso Hamilton, ma tant'è. La posta in palio è troppo alta e magari il finlandese riceverà un favore nei prossimi Gran Premi, ormai tutti in discesa per la Mercedes. Toto Wolff ha operato al meglio per la squadra e il costruttore che rappresenta, la sua decisione non va criticata. Chi lo fa è solo per ipocrisia. Toccava alla Ferrari impedire il gioco di squadra, ma la SF71-H a Sochi non è stata competitiva ed ha raccolto una delle peggiori sconfitte stagionali. Non ci si può attaccare all'errore del pilota questa volta. La Ferrari ha perso la competitività che le conoscevamo, o meglio, la reazione Mercedes per quanto riguarda gli sviluppi alla vettura e alla power unit, è stata migliore. E nel momento cruciale del campionato, la Ferrari è rimasta al palo. Lo si era già intuito a Singapore, la conferma è arrivata a Sochi. Vettel questa volta ha fatto tutto bene, ha tentato l'impossibile su Hamilton al via e dopo il pit-stop, ma la W09 era troppo superiore tanto da non permettere al tedesco di prenderne la scia. Giochi chiusi quindi, con 50 punti da recuperare a Hamilton e cinque Gran Premi da disputare le possibilità per Vettel sono quasi impossibili. Bottas a fine gara è apparso molto dispiaciuto di non aver ricevuto indietro il favore concesso a Hamilton durante la gara. Il gesto all'ultima curva concesso a Budapest 2017, e per il terzo posto, non si è ripetuto. Il sogno di vittoria Valtteri è stato spezzato, non si aspettava un ordine di squadra, ma va apprezzato per come ha saputo accettare le disposizioni. Hamilton ha reso onore al compagno di squadra, non la ricorderà come una "sua" vittoria, ma come ha detto a fine gara: "Perdere un mondiale per tre punti sarebbe stupido". Come non capirlo. Un plauso va a Max Verstappen, eroe della gara russa. Partito con le soft dall'ultima fila per la penalità causa power unit, ha dato vita ad una impressionante rimonta e quando i piloti Mercedes e Ferrari si sono fermati per il pit-stop è passato al comando della gara. Con un passo da leader, Verstappen ha tenuto testa a Bottas prima e Hamilton poi con grande facilità gestendo anche a meraviglia le gomme soft. Il pit-stop obbligatorio lo ha fatto a una manciata di giri dal traguardo concludendo quinto. Con le ultrasoft la sua Red Bull-Renault non è apparsa altrettanto efficace e il recupero su Kimi Raikkonen è stato impossibile. A proposito di Raikkonen, il finlandese della Ferrari ha disputato una buona gara, molto rapido dopo il pit-stop, ma più del quarto posto non poteva sperare. Daniel Ricciardo non ha disputato la gara aggressiva di Verstappen, ma c'è un motivo. L'australiano ha subito danneggiato il musetto e fino al momento del pit-stop ha sofferto non poco. Alla fine ha chiuso sesto. La classica gara degli altri l'ha vinta la Sauber-Ferrari grazie ad un pimpante Charles Leclerc, bravo e determinato. Perla della gara il sorpasso al 2° giro, all'esterno della curva 5, a Kevin Magnussen. Applausi anche per il danese, ottimo ottavo con la Haas-Ferrari capace di far impazzire i due piloti Force India che le hanno provate tutte per raggiungerlo, ma senza successo. Fuori dai punti Romain Grosjean, un gradino sotto il compagno Magnussen a Sochi e undicesimo all'arrivo. Negativa la gara della Renault. Viene da sorridere ripensando alla qualifica, quando Cyril Abiteboul ha deciso che la Q2 non andava disputata avendo assicurata la sesta fila e potendo così avere la libertà di scegliere le gomme più adatte per la gara. In barba allo spettacolo insomma, ma se il regolamento lo permette. Ebbene, nonostante l'ampia libertà di agire per la strategia, le due Renault hanno concluso fuori dai punti, mai al livello di Haas e Force India. Dispersi i piloti McLaren (un team sempre più allo sbando) e Williams, le due Toro Rosso si sono dovute fermare subito perché sia Pierre Gasly sia Brendon Hartley sono stati vittime di un testacoda al 1° giro per un bloccaggio delle gomme posteriori. Non proprio il massimo per un team di F1.... Domenica 30 settembre 2018, gara 1 - Lewis Hamilton (Mercedes) - 53 giri 1.27'25"181 2 - Valtteri Bottas (Mercedes) - 2"545 3 - Sebastian Vettel (Ferrari) - 7"487 4 - Kimi Raikkonen (Ferrari) - 16"543 5 - Max Verstappen (Red Bull-Renault) - 31"016 6 - Daniel Ricciardo (Red Bull-Renault) - 1'20"451 7 - Charles Leclerc (Sauber-Ferrari) - 1'38"390 8 - Kevin Magnussen (Haas-Ferrari) - 1 giro 9 - Esteban Ocon (RP Force India-Mercedes) - 1 giro 10 - Sergio Perez (RP Force India-Mercedes) - 1 giro 11 - Romain Grosjean (Haas-Ferrari) - 1 giro 12 - Nico Hulkenberg (Renault) - 1 giro 13 - Marcus Ericsson (Sauber-Ferrari) - 1 giro 14 - Fernando Alonso (McLaren-Renault) - 1 giro 15 - Lance Stroll (Williams-Mercedes) - 1 giro 16 - Stoffel Vandoorne (McLaren-Renault) - 1 giro 17 - Carlos Sainz (Renault) - 1 giro 18 - Sergey Sirotkin (Williams-Mercedes) - 1 giro Ritirati Pierre Gasly Brendon Hartley Il campionato piloti 1.Hamilton 306; 2.Vettel 256; 3.Bottas 189; 4.Raikkonen 186; 5.Verstappen 158; 6.Ricciardo 134; 7.Magnussen, Hulkenberg 53; 9.Alonso 50; 10.Perez, Ocon 47; 12.Sainz 38; 13.Gasly 28; 14.Grosjean 27; 15.Leclerc 21; 16.Vandoorne 8; 17.Stroll, Ericsson 6; 19.Hartley 2; 20.Sirotkin 1. Il campionato costruttori 1.Mercedes 495; 2.Ferrari 442; 3.Red Bull-Renault 292; 4.Renault 91; 5.Haas-Ferrari 80; 6.McLaren-Renault 58; 7.RP Force India-Mercedes 35; 8.Toro Rosso-Honda 30; 9.Sauber-Ferrari 27; 10.Williams-Mercedes 7. FORMULA 1 TRATTO DA WWW.ITALIARACING.NET

domenica 1 luglio 2018

Domenica 1 luglio 2018, gara

1 - Max Verstappen (Red Bull-Renault) - 71 giri
2 - Kimi Raikkonen (Ferrari) - 1"504
3 - Sebastian Vettel (Ferrari) - 3"181
4 - Romain Grosjean (Haas-Ferrari) - 1 giro
5 - Kevin Magnussen (Haas-Ferrari) - 1 giro
6 - Esteban Ocon (Force India-Mercedes) - 1 giro
7 - Sergio Perez (Force India-Mercedes) - 1 giro
8 - Fernando Alonso (McLaren-Renault) - 1 giro
9 - Charles Leclerc (Sauber-Ferrari) - 1 giro
10 - Marcus Ericsson (Sauber-Ferrari) - 1 giro
11 - Pierre Gasly (Toro Rosso-Honda) - 1 giro
12 - Carlos Sainz (Renault) - 1 giro
13 - Lance Stroll (Williams-Mercedes) - 2 giri
14 - Sergey Sirotkin (Williams-Mercedes) - 2 giri

Ritirati
65° giro - Stoffel Vandoorne
62° giro - Lewis Hamilton
54° giro - Brendon Hartley
53° giro - Daniel Ricciardo
13° giro - Valtteri Bottas
11° giro - Nico Hulkenberg

Il campionato piloti
1.Vettel 146; 2.Hamilton 145; 3.Raikkonen 101; 4.Ricciardo 96; 5.Verstappen 93; 6.Bottas 92; 7.Magnussen 37; 8.Alonso 36; 9.Hulkenberg 34; 10.Sainz 28; 11.Perez 23; 12.Ocon 19; 13.Gasly 18; 14.Leclerc 13; 15.Grosjean 12; 16.Vandoorne 8; 17.Stroll 4; 18.Ericsson 3; 19.Hartley 1.

Il campionato costruttori
1.Ferrari 247; 2.Mercedes 237; 3.Red Bull-Renault 189; 4.Renault 62; 5.Haas-Ferrari 49; 6.McLaren-Renault 44; 7.Force India-Mercedes 42; 8.Toro Rosso-Honda 19; 9.Sauber-Ferrari 16; 10.Williams-Mercedes 4.